Green the city Up!

creare_un_giardino_comune
Parentesi verdi liberate dal cemento, i community gardens cambiano il nostro modo di guardare al verde pubblico e ridisegnano il paesaggio naturale e sociale della città. (di Valentina Castellini)

Il giardinaggio critico o ribelle, è una pratica che raccoglie un insieme composito di esperienze di rigenerazione del verde pubblico che vanno dalla bonifica di aiuole dimenticate, alla creazione di giardini comunitari in vuoti urbani o aree di risulta.
I giardinieri d’assalto sono persone che spontaneamente, dal basso, decidono di darsi da fare per trasformare l’ambiente che li circonda.

Il guerrilla gardening nasce nelle grandi città statunitensi nel corso degli anni ’70 ed esprime una risposta, per certi aspetti irriverente, a un ambiente cittadino altamente funzionalizzato e densamente edificato, dove vengono progressivamente meno gli spazi aperti nei quali persone e natura possono esprimersi con sufficiente libertà.
Oggi il fenomeno è conosciuto a livello mondiale e l’aumento dell’interesse nei confronti di queste attività è espressione del desiderio, sempre più diffuso, di produrre attivamente cambiamento nel proprio ambiente di vita.

Quotidiane, microscopiche ma tenaci, le attività di giardinaggio critico costituiscono una trama di pratiche che ridisegnano la città dal basso e indicano spazi disponibili per l’espressione di desideri, competenze e creatività personali.

In ciascun caso, l’azione di bonifica verde ha origine da un particolare modo di fare esperienza di un luogo.
Un’area prossima, frequentata magari quotidianamente, viene riscoperta grazie a uno sguardo che lascia maggiore spazio alle percezioni, alle storie personali e a quelle mappe affettive attraverso le quali ciascuno costruisce il proprio modo di abitare la città.

L’idea progettuale nasce da una domanda che traduce un: “perché non?” “perché non noi?” “Perché non proprio qui?”
Interrogativi densi di desideri, di immaginazione e di curiosità che ricercano possibilità altre e inaugurano il gioco carnevalesco dell’immaginare altrimenti.

Gli aspetti giocosi e di sperimentazione si legano sin da subito a un’attenzione che ha a che fare con il tema della cura e della rigenerazione. Il “fare assieme” diventa strumento per sperimentare altre forme di organizzaione, nelle quali i ruoli sfumano e lasciano il posto al libero coinvolgimento dei singoli e alle decisioni prese in modo deliberativo.

Il territorio è percepito come un insieme fisico e sociale, la sua rigenerazione è pertanto collegata alla possibilità di dar vita a spazi in cui la natura e le attività degli esseri umani possano convivere e trarre beneficio reciprocamente della loro presenza.

Per via della loro natura informale,  le attività guerrilla gardening si trovano ad affrontare la diversità e la complessità dei punti di vista, cercando sintesi tra stabilità e cambiamento, senza il timore di confrontarsi con il caos.
Si tratta pertanto di un processo di cambiamento che investe l’ambiente urbano ma anche e sopratutto, le persone che prendono parte alle iniziative stimolando innovazione e un percorso di apprendimento che produce socialità e crea comunità.